Larissa Iapichino si porta a casa anche il titolo di Ultimate Champion di BUdapest, la kitchissima kermesse voluta da Noah Lyles che gigioneggiava vestito come una indossatrice che privilegi il cattivo gusto nella tribuna Vip, costantemente inquadrato tra una gara e l’altra e uno speaker urlatore e una speaker urlatrice. Di pessimo, veramente pessimo gusto.
Le gare però sono un’atra cosa e ci si diverte, soprattutto se si ama l’atletica. Da una magnifica gara di 5mila metri, a una competizione di altissimo livello nel salto con l’asta con i soliti Emmanouil Karalis e Armand Duplantis, atleti straordinari entrambi oltre i 6.15. Poi Duplantis sbaglia i 6.32 del mondiale (il terzo tentativo di pochissimo) e noi crediamo che entrambi gli atleti, oggi, valgano molto più dell’attuale primato del mondo.
Poi c’è Larissa, che è bellissima in pedana e fuori, travolgente nel suo inglese britannico, che ammazza la gara con il suo 6.90 al primo salto. Le altre arrancano (e si capisce, fa un freddo boia a Budapest, sono tutte imbacuccate) e lei vince la gara ed è l’Ultimate Champion della stagione nel salto in lungo. Ci aspetta un altro weekend di gare da Budapest e aspettiamo Jacobs, aspettiamo Tamberi, aspettiamo Coiro. Aspettiamo, insomma, quest’Italia dell’Atletica Leggera che finalmente non smette di entusiasmarci.
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